Statuto

“GRUPPO TANZANIA ONLUS”

Organizzazione di volontariato

 

STATUTO

 

Art. 1 - Costiuzione

1. E’ costituita l’organizzazione di volontariato denominata “Gruppo Tanzania ONLUS”, che in seguito sarà denominata l’organizzazione.

L’organizzazione è costituita in conformità al dettato della legge 266/91, che le attribuisce la qualificazione di “Organizzazione di volontariato”, e ai sensi e per gli effetti di cui agli art. 10 e segg. del D.Lgs. 460/97, che le consente di essere considerata ONLUS (Organizzazione non lucrativa di attività sociale). La qualificazione di “Organizzazione di volontariato” con i dati riguardanti la registrazione regionale costituiscono peculiare segno distintivo ed a tale scopo devono essere inseriti in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima.

2. I contenuti e la struttura dell’organizzazione sono ispirati a principi di solidarietà, trasparenza e democrazia che consentono l’effettiva partecipazione della compagine associativa alla vita dell’organizzazione stessa.

3. La durata dell’organizzazione è illimitata.

4. L’organizzazione ha sede in Brignano Gera d’Adda (Bg) – Via Senator Carminati, 28

5. Il Consiglio Direttivo, con una sua deliberazione, può trasferire la sede nell’ambito della stessa città, nonché istituire sedi e sezioni staccate in altre città della Regione Lombardia.

Art. 2 - Scopi

1. L’organizzazione, senza fini di lucro e con l’azione diretta personale e gratuita dei propri aderenti, opera nel settore “beneficenza” per il perseguimento, in via esclusiva, di scopi di solidarietà sociale concretizzanti nelle finalità istituzionali indicate nel successivo art. 3

Art. 3 - Finalità e Attività

1. L’organizzazione, in considerazione del patto di costituzione e degli scopi che si propone, intende perseguire le seguenti finalità:

⋅ promuovere interventi mirati al sostegno delle popolazioni bisognose, con particolare riguardo alle popolazioni della Tanzania, anche attraverso organismi di cooperazione internazionale;

⋅ raccogliere fondi attraverso adozioni a distanza di bambini orfani o provenienti da famiglie povere della Tanzania con lo scopo di aiutare nella scolarità i bambini e le loro famiglie;

⋅ sostenere mediante la formazione di borse di studio ragazzi e ragazze senza mezzi economici negli studi superiori o nel conseguimento di diplomi di corsi di formazione professionale.

I fondi raccolti attraverso le adozioni a distanza e la formazione di borse di studio saranno destinati ad una associazione in loco partner dell’organizzazione, denominata “Kigwe Social Economic Development Trust” (KISEDET), con sede in Tanzania.

2. L’organizzazione non svolgerà attività diverse da quelle istituzionali ad eccezioni di quelle ad esse direttamente connesse. Queste ultime sono:

⋅ promozione di attività di sensibilizzazione e di conoscenza dei problemi delle popolazioni del sud del mondo in relazione ai paesi del nord del mondo;

⋅ raccolta di fondi attraverso manifestazioni culturali, ricreative o benefiche;

⋅ promozione di attività quali incontri culturali, artistici e di sensibilizzazione su problematiche specifiche volte a favorire la conoscenza reciproca tra persone provenienti da paesi del sud e del nord del mondo;

⋅ ogni altra attività atta a raggiungere le finalità sopra indicate.

3. Al fine di svolgere le proprie attività l’organizzazione di volontariato si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, dirette e gratuite dei propri aderenti.

Art. 4 - Aderenti all’organizzazione

1. Gli aderenti dell’organizzazione si dividono nelle seguenti categorie:

⋅ soci fondatori: coloro che hanno sottoscritto l’atto di costituzione e il presente statuto;

⋅ soci ordinari: coloro che ne fanno richiesta e la cui domanda viene accolta dal Consiglio Direttivo e che

versano il contributo ordinario di partecipazione;

⋅ soci attivi: coloro che, oltre a versare la quota associativa, si impegnano a partecipare attivamente alla vita

dell’organizzazione e ai progetti attivati, concordando tempi, incarichi e competenze con il Consiglio Direttivo;

⋅ soci sostenitori: coloro che forniscono un sostegno economico superiore alla quota associativa ordinaria;

⋅ soci onorari: coloro che rappresentano per l’organizzazione figure particolarmente significative e/o che hanno

fornito un contributo particolare alla vita associativa.

Il Consiglio Direttivo può anche accogliere l’adesione di presone giuridiche, nella persona di un solo

rappresentante designato con apposita deliberazione dell’istituzione interessata.

Ciascun aderente maggiore d’età ha diritto di voto, senza regime preferenziale per categorie aderenti, per

l’approvazione e modificazione dello statuto, dei regolamenti e le nomina degli organi direttivi dell’organizzazione.

Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’organizzazione

2. Il numero degli aderenti è illimitato.

3. Gli aderenti hanno tutti parità di diritti e doveri.

4. Criteri di ammissione e di esclusione degli aderenti:

a. nella domanda di ammissione l’aspirante aderente dichiara di accettare senza riserve lo Statuto

dell’organizzazione;

b. l’ammissione decorre dalla data di delibera del Consiglio Direttivo, che deve prendere in esame le domande

dei nuovi aderenti nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione deliberandone

l’iscrizione del registro degli aderenti dell’organizzazione;

c. gli aderenti cessano di partecipare all’organizzazione:

⋅ per dimissione volontarie;

⋅ per sopraggiunta impossibilità di effettuare le prestazioni programmate;

⋅ per mancato versamento del contributo per l’esercizio sociale in corso;

⋅ per decesso;

⋅ per comportamento contrastante con gli scopi statuari;

⋅ per persistente violazione degli obblighi statuari;

d. l’ammissione e l’esclusione vengono deliberate dal Consiglio Direttivo. E’ ammesso ricorso al Collegio dei

Garanti, se nominato, o all’Assemblea degli aderenti, che devono decidere sull’argomento nella prima riunione

convocata. La decisione è inappellabile.

Art. 5 - Diritti e doveri degli aderenti

1. Gli aderenti possono essere chiamati a contribuire alle spese annuali dell’organizzazione. Il contributo a carico

degli aderenti non ha carattere patrimoniale ed è deliberato dall’Assemblea convocata per l’approvazione del

preventivo. E’ annuale, non è trasferibile, non è restituibile in caso di recesso, di decesso o di perdita della qualità

di aderente, deve essere versato entro 30 giorni prima dell’assemblea convocata per l’approvazione del Bilancio

consuntivo dell’esercizio di riferimento.

2. Gli aderenti hanno il diritto:

⋅ di partecipare alle Assemblee, se in regola con il pagamento del contributo, di votare e di ricoprire le cariche

elettive;

⋅ di conoscere i programmi con i quali l’organizzazione intende attuare gli scopi sociali;

⋅ di partecipare alle attività promosse dall’organizzazione;

⋅ di dare le dimissioni in qualsiasi momento.

3. Gli aderenti sono obbligati:

⋅ a osservare le norme del presente statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali;

⋅ a versare il contributo stabiliti dall’assemblea;

⋅ a svolgere le attività preventivamente concordate;

⋅ a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’organizzazione.

4. Le prestazioni fornite dagli aderenti sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite neppure dal

beneficiario. Agli aderenti possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute secondo

opportuni parametri validi per tutti gli aderenti preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo e approvati

dall’Assemblea.

5. Le attività degli aderenti sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro

rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione.

Art. 6 - Patrimonio - Entrata

1. Il patrimonio dell’Organizzazione è costituito:

⋅ da beni mobili e immobili che diverranno di sua proprietà;

⋅ da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze in bilancio di bilancio;

⋅ da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti destinati ed incremento del patrimonio;

2. Le entrate delle organizzazioni sono costituite da:

⋅ contributi degli aderenti per le spese dell’organizzazione

⋅ contributi di privati

⋅ contributi dello stato, di enti e di istituzioni pubbliche

⋅ contributi di organismi internazionali

⋅ donazioni e lasciti testamentari non vincolati dall’incremento del patrimonio

⋅ rimborsi derivanti da convenzioni

⋅ rendite di beni mobili o immobili pervenuti all’organizzazione a qualunque titolo

⋅ entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali

⋅ fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico

valore

⋅ ogni altro provento, anche derivante da iniziative benefiche e sociali, non esplicitamente destinato ad

incremento del patrimonio

3. I fondi sono depositati presso gli Istituti di Credito stabiliti dal Consiglio Direttivo.

4. Ogni operazione finanziaria è disposta con firme congiunte del Presidente e del Segretario (o del Tesoriere o altro

componente del Consiglio Direttivo, secondo la deliberazione specifica).

Art. 7 - Organi Sociali dell’organizzazione

1. Organi dell’organizzazione sono:

⋅ l’assemblea degli aderenti;

⋅ il Consiglio Direttivo;

⋅ Il Presidente.

2. Possono essere inoltre costituiti i seguenti collegi di controllo e di garanzia:

⋅ il Collegio dei Revisori dei Conti;

⋅ il Collegio dei Garanti.

Art. 8 - Assemblea degli aderenti

1. L’Assemblea è costituita da tutti gli aderenti all’Organizzazione.

2. L’Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo ed è di regola presieduta dal Presidente dell’organizzazione.

3. La convocazione è fatta in via ordinaria almeno una volta all’anno e comunque ogni qualvolta si renda necessaria

per le esigenze dell’organizzazione.

4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno due componenti del Consiglio Direttivo o di un decimo

degli aderenti: in tal caso l’avviso di convocazione deve essere reso noto entro 15 giorni dal ricevimento della

richiesta e l’assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.

5. L’Assemblea ordinaria viene convocata per:

⋅ approvare il programma e del bilancio di previsione per l’anno successivo;

⋅ approvare la relazione di attività e del rendiconto economico (Bilancio Consuntivo) dell’anno precedente;

⋅ esaminare le questioni sollevate dai richiedenti o proposte dal Consiglio Direttivo;

⋅ eleggere i componenti del Consiglio Direttivo;

⋅ eleggere i componenti del Collegio dei Garanti (se previsto);

⋅ eleggere i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti (se previsto);

⋅ approvare gli indirizzi ed il programma delle attività proposte dal Consiglio Direttivo;

⋅ ratificare i provvedimenti di competenza dell’assemblea adottati dal Consiglio Direttivo per motivi di urgenza;

⋅ fissare l’ammontare del contributo per l’esercizio annuale o altri contributi a carico degli aderenti, quale forma

di partecipazione alla vita dell’organizzazione senza per questo instaurare un rapporto di partecipazione

patrimoniale.

6. Di ogni assemblea deve essere redatto il verbale da scrivere nel registro delle assemblee degli aderenti. Le

decisioni dell’Assemblea sono impegnative per tutti gli aderenti.

7. L’assemblea straordinaria viene convocata per la discussione delle proposte di modifica dello Statuto o di

scioglimento e liquidazione dell’organizzazione.

8. L’avviso di convocazione è inviato individualmente per iscritto agli aderenti almeno 15 giorni prima della data

stabilita; è anche reso pubblico nella sede sociale e deve contenere l’ordine del giorno. L’assemblea, in assenza di

leggi in materia e in analogia di quanto già previsto per le cooperative, può deliberare la regolamentazione di

altre idonee modalità di convocazione nel caso che il numero degli aderenti diventasse particolarmente elevato e

comunque tale da rendere difficoltosa l’individuazione di una sede adatta.

9. In prima convocazione l’assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli

aderenti presenti. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli aderenti. La

seconda convocazione può aver luogo nello stesso giorno della prima. Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria

sono adottate a maggioranza semplice dei presenti. Non sono ammesse deleghe.

10.Per le deliberazioni riguardanti le modificazioni dello statuto, lo scioglimento e la liquidazione dell’organizzazione

sono richieste le maggioranze indicate nell’art. 15.

Art. 9 - Il Consiglio Direttivo

1. Il Consiglio Direttivo è delegato dall’Assemblea degli aderenti ed è composto da un minimo di cinque ad un

massimo di undici componenti. Resta in carica tre anni e i suoi componenti possono essere rieletti. Essi decadono

qualora sono assenti ingiustificati per tre volte consecutive.

2. Il Consiglio Direttivo nella sua prima riunione elegge tra i propri componenti il Presidente e un Vice Presidente.

3. Il Consiglio Direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno una volta ogni tre mesi e quando ne

faccia richiesta almeno un terzo dei componenti. In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro vento

giorni dal ricevimento della richiesta.

Alle riunioni possono essere invitati a partecipare esperti esterni e rappresentanti di eventuali sezioni interne di

lavoro con voto consultivo.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide quando è presente la maggioranza dei suoi componenti eletti.

Di ogni riunione deve essere redatto il verbale da scrivere nel registro delle riunioni del Consiglio Direttivo

4. Compete al Consiglio Direttivo:

⋅ compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;

⋅ fissare le norme per il funzionamento dell’organizzazione;

⋅ sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il bilancio preventivo probabilmente entro la fine del mese di

dicembre e comunque con il bilancio consuntivo entro la fine del messe di aprile successivo all’anno

interessato;

⋅ determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato

dall’assemblea promuovendo e coordinando l’attività e autorizzando la spesa;

⋅ eleggere il Presidente e il Vice Presidente;

⋅ nominare il segretario (eventualmente il Tesoriere e/o il Segretario/Tesoriere), che può essere scelto anche tra

le persone non componenti il Consiglio Direttivo oppure anche tra i non aderenti;

⋅ accogliere o respingere le domande degli aspiranti aderenti;

⋅ deliberare in merito all’esclusione di aderenti;

⋅ ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo adottati dal

Presidente per motivi di necessità e di urgenza;

⋅ assumere il personale strettamente necessario per la continuità della gestione non assicurata dagli aderenti e

comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste dal bilancio;

⋅ istituire gruppi o sezioni di lavoro i cui coordinatori, se non hanno altro diritto di partecipare a voto

deliberativo, possono essere, possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio e alle assemblee

con voto consultivo;

⋅ nominare all’occorrenza, secondo le dimensioni assunte dall’organizzazione, il Direttore deliberando i relativi

poteri.

5. Il Consiglio Direttivo può delegare al Presidente o ad un Comitato Esecutivo l’ordinaria amministrazione. Le

riunioni dell’eventuale Comitato Esecutivo devono essere verbalizzate nell’apposito registro.

Art. 10 - Presidente

1. Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo tra i suoi componenti a maggioranza dei voti.

2. Il Presidente:

⋅ ha la firma e la rappresentanza sociale e legale dell’Organizzazione nei confronti di terzi e in giudizi;

⋅ è autorizzato ad eseguire incassi e accettazione di donazioni di ogni natura a qualsiasi titolo da Pubbliche

Amministrazioni, da Enti e da Privati, rilasciandone liberatorie quietanze;

⋅ ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’organizzazione davanti a

qualsiasi Autorità Giudiziaria e Amministrativa;

⋅ convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e dell’eventuale Comitato Esecutivo;

⋅ in caso di necessità e di urgenza assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli

a ratifica nella prima riunione successiva.

3. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione le relative funzioni sono svolte dal Vice Presidente, che

convoca il Consiglio Direttivo per l’approvazione della relativa delibera. Di fronte agli aderenti, ai terzi ed a tutti i

pubblici uffici, la firma del Vice Presidente fa piena prova dell’assenza per impedimento del Presidente.

Art. 11 - Collegio dei Revisori dei Conti

1. L’assemblea può eleggere un Collegio dei Revisori dei Conti, costituito da tre componenti effettivi e da due

supplenti, scelti anche tra i non aderenti e, quando la legge l’impone, tra gli iscritti al Registro dei Revisori

Contabili.

2. Il Collegio:

⋅ elegge tra i suoi componenti il Presidente;

⋅ esercita i poter e le funzioni previste dalle leggi vigenti per i revisori dei conti;

⋅ agisce di propria iniziativa, su richiesta di uno degli organi sociali oppure su segnalazione di un aderente;

⋅ può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo e, se previsto, del Comitato Esecutivo;

⋅ riferisce annualmente all’assemblea con le relazioni scritte trascritte nell’apposito registro dei Revisori dei

Conti.

Art. 12 - Collegio dei Garanti

1. L’assemblea può eleggere un Collegio dei Garanti costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti, scelti

anche tra i non aderenti.

2. Il Collegio:

⋅ ha il compito di esaminare le controversie tra gli aderenti, tra questi e l’organizzazione o i suoi organi, tra i

membri degli organi e tra gli organi stessi;

⋅ giudica ex bono et equo senza formalità di procedure e il suo lodo è inappellabile.

Art. 13 - Gratuità delle cariche

1. Le cariche sociali sono gratuite, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e

documentate al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate nell’interesse dell’organizzazione.

Esse hanno la durata di tre anni e possono essere riconfermate.

2. Le eventuali sostituzioni di componenti del Consiglio Direttivo effettuate nel corso del triennio devono essere

convalidate dalla prima assemblea convocata successivamente alla nomina. I componenti così nominati scadono

con gli altri componenti.

Art. 14 - Bilancio

1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del Consiglio Direttivo, i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre

all’approvazione dell’Assemblea entro il 30 aprile. I bilanci devono essere portati a conoscenza del Collegio dei

Revisori almeno 30 giorni prima della presentazione all’assemblea.

2. Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e lasciti ricevuti e le spese per capitoli e voci analitiche.

3. Il bilancio deve coincidere con l’anno solare

4. Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad

esse direttamente connesse. E’ vietata la distribuzione in qualsiasi forma, anche indiretta, nel rispetto del D.Lgs.

460/97, art. 10, comma 6, di utili e avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita

dell’organizzazione, salvo nei casi imposti o consentiti dalla legge a favore di altre organizzazioni di volontariato

ONLUSS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura o rete di

solidarietà.

Art. 15 - Modifiche alla Statuto - Scioglimento dell’organizzazione

1. Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli organi o da almeno un

decimo degli aderenti. Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea con la presenza di almeno tre

quarti degli aderenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

2. Lo scioglimento, la cessazione ovvero l’estinzione e quindi la liquidazione dell’organizzazione può essere proposta

dal Consiglio Direttivo e approvata, con il voto favorevole di almeno tre quarti degli aderenti, dall’Assemblea dei

soci convocata con specifico ordine del giorno. È fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in

caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di

pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n.

662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve

agli aderenti.

Art. 16 - Norme di rinvio

1. Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia, con

particolare riferimento al Codice Civile, alla L. 266/91, alla legislazione regionale sul volontariato, al D.Lgs. 460/97

e alle loro eventuali variazioni.

Art. 17 - Norme di funzionamento

1. Le norme di funzionamento eventualmente predisposte dal Consiglio Direttivo e approvate dall’Assemblea

saranno rese note per mezzo di copia affissa nell’albo avvisi esposto nella sede sociale. Gli aderenti possono

richiederne copia personale.

2. È obbligatorio, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, l’uso

della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilità sociale" o dell'acronimo ONLUS.